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auto - classic cars
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FERRARI "275 GTS".....................................................................
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ALFA ROMEO "1750-2000" - Negli
anni Settanta, le berline dell'Alfa Romeo erano tra le auto più veloci e
maneggevoli. L'ideale per chi, in Italia e all'estero, si aspettava dalla
sua macchina sicurezza e piacere di guida, a costo di chiudere un occhio (a
volte anche due) sulle finiture. In pochi anni, le "1750" e le "2000" sono
però scomparse dalla circolazione, messe fuori gioco dalla ruggine e da uno
sfruttamento a volte esasperato. Il risultato è che questi modelli, molto
diffusi ai loro tempi, oggi sono relativamente rari. Trovare, per esempio,
un ottimo esemplare di "1750" è più difficile che imbattersi in una bella
Lamborghini.
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ALFA ROMEO "Giulia TI" - Il
signor Mariano Liberti, gestore di un'enoteca a Santa Maria della Versa
(Pavia), è un vero esperto di "Giulia": ne ha avute sedici e attualmente
possiede, oltre alla "Giulia TI" del 1964 del nostro servizio, una rara
familiare Colli e una berlina "TI". L'ha trovata vent'anni fa ad Alessandria
in discrete condizioni, ma di recente è stato necessario un restauro di
carrozzeria. "Purtroppo i lamierati sono il suo punto debole", spiega
Liberti, "e ogni cinque anni devo portare la macchina dal carrozziere. La
meccanica, invece, non ha avuto bisogno di particolari attenzioni e il
motore, che ha percorso 103.000 km, va ancora molto bene, anche se ho notato
un lieve aumento nel consumo dell'olio".
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JAGUAR "2 1/2 litre" - La prima
Jaguar "tutta Jaguar" esordì nel 1945 e rimase in produzione fino al '48.
Presentava in realtà poche modifiche rispetto alla vettura che, con marchio
SS, venne esposta al Salone dell'auto di Londra nel 1935. Offriva molto per
una vettura che costava un terzo di una Bentley e la metà di una Alvis. La
"2 1/2 Litre" era una signora macchina: cofano lungo, parafanghi sinuosi e
coda "guizzante", elementi decorativi di gusto e ben realizzati, interni
ricchi di accessori (selleria in cuoio Vaumol, cruscotto e inserti in
radica, pavimento rivestito in moquette e "cielo" in tessuto di lana
pregiata), strumenti di ottima marca e con grafica elegante. In più c'erano,
di serie, l'impianto di riscaldamento, l'accendisigari, i posacenere
anteriori e posteriori, i tavolini da picnic, il parabrezza apribile a leva,
il tetto scorrevole, il volante e i sedili regolabili. Anche le prestazioni
erano adeguate.
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Lamborghini "Miura"..................................................................
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Alfa Romeo
"Montreal"............................................................
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Citroen
"SM"................................................................................
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Porsche
"911"...............................................................................
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MASERATI "A6
panoramica"..................................................
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TRIUMPH "GT6 Mk1 - Mk2 - Mk3 -
Tre Triumph "GT6" varcano i cancelli della pista di Vairano (Pavia). Perché
tre? Perché tante sono le serie di questa sportiva inglese davvero molto
rara in Italia. La più anziana (del 1967, solo in seguito definita "Mk 1") è
di proprietà di Paolo Ravazzi, la "Mk 2", del 1969, appartiene a Gian
Giacomo Margoniner e l'ultima, la "Mk 3" del 1971, è di proprietà di Luca
Gazzaretti. La Casa inglese con questa vettura propone una sportiva agile,
leggera (poco più di 800 kg), divertente, con un motore più prestazionale
(95 CV) di quello della "Spitfire". Ma sempre con un prezzo alla portata di
un ampio pubblico. Telaio e carrozzeria derivano da quelli della "Spitfire".
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